Marca da bollo sulle fatture sanitarie: quando serve, quanto costa, chi la paga
I 2 euro di bollo si applicano sopra 77,47 euro di importo non soggetto a IVA (DPR 642/1972). Come funziona la soglia, la differenza tra assolvimento fisico e virtuale, chi la paga davvero e perché non entra nell'invio al Sistema TS.
In questa guida · 8 sezioni
Due euro che fanno perdere più tempo di quanto valgono
La marca da bollo è l'adempimento con il rapporto più sfavorevole tra importo e attenzione richiesta. Vale 2 euro. Costa il triplo in dubbi: ci va o non ci va, su che cifra si calcola, chi la paga, e come si dimostra di averla pagata.
E siccome i tuoi importi stanno quasi tutti in una fascia che sfiora la soglia, la domanda ti si ripresenta ogni volta.
Questa pagina la chiude, con la norma esatta e la regola operativa che ne discende.
La regola, per intero
Il bollo da 2 euro si applica quando l'importo non soggetto a IVA supera 77,47 euro.
Fonte: Tariffa, Parte I, art. 13 del DPR 642/1972.
Tre precisazioni che risolvono il 90% dei casi dubbi.
La soglia è di stretta eccedenza. A 77,47 euro esatti il bollo non serve. A 77,48 sì. Non è un arrotondamento: è un confronto secco.
Si guarda l'importo non soggetto a IVA, non il totale. Rientrano le operazioni esenti ai sensi dell'art. 10 del DPR 633/1972 — cioè quasi tutte le prestazioni sanitarie — quelle fuori campo IVA, e le prestazioni in regime forfettario. Se una fattura mescola righe esenti e righe imponibili, la soglia si misura sulla parte non soggetta a IVA.
Il bollo non fa base per se stesso. La soglia si valuta sull'imponibile della prestazione, non sul totale con i 2 euro già dentro. Sembra ovvio, ed è uno degli errori più comuni nei fogli di calcolo fatti a mano.
| Fattura | Bollo? |
|---|---|
| Visita esente art. 10 n. 18 da 70 € | No |
| Visita esente da 77,47 € | No — la soglia va superata |
| Visita esente da 77,48 € | Sì, 2 € |
| Ciclo di 5 sedute esenti da 250 € | Sì, 2 € — un bollo per documento, non per riga |
| Prestazione imponibile IVA da 200 € | No — c'è già l'IVA |
| Fattura forfettaria da 120 € | Sì, 2 € |
Chi la paga davvero
Qui si confondono due cose diverse: chi deve apporla e chi la sostiene.
L'obbligo di apporre il bollo è di chi emette il documento. È tuo, sempre.
Il costo può essere addebitato al cliente per rivalsa, con una riga esplicita in fattura — tipicamente «Imposta di bollo assolta ai sensi del DM 17/6/2014 — 2,00 €». È una scelta commerciale legittima e diffusissima.
Nella pratica gli studi si dividono in tre:
- chi la ribalta sempre sul paziente: la fattura mostra 2 euro in più, e nessuno ha mai discusso per due euro
- chi la assorbe sempre: costo interno, prezzo pulito, e un piccolo argomento di cortesia al bancone
- chi decide caso per caso, e dopo sei mesi non sa più cosa ha fatto su quali fatture
La terza è l'unica sbagliata, e non per ragioni fiscali: perché rende il registro incoerente e i conti di fine anno un'archeologia.
Fisico o virtuale
Due modi di assolvere l'imposta, e cambiano cosa scrivi sul documento.
Contrassegno telematico (bollo fisico). Lo compri in tabaccheria e lo applichi sull'originale consegnato al paziente. In fattura si annota il numero identificativo del contrassegno e la data di emissione. Il contrassegno deve essere anteriore o contemporaneo alla data della fattura.
Assolvimento virtuale. Niente contrassegno da applicare, ma serve una specifica autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate, e il numero di autorizzazione va indicato in fattura. Non è una modalità che si sceglie compilando un campo: se non hai l'autorizzazione, non puoi dichiarare il bollo come assolto in modo virtuale.
Una nota per evitare un equivoco frequente: il pagamento trimestrale con F24 dall'area Fatture e Corrispettivi riguarda il bollo sulle fatture elettroniche transitate dallo SdI. Le fatture sanitarie verso persone fisiche dallo SdI non passano mai — quindi quel meccanismo, per il grosso delle tue fatture, non è la strada.
Il bollo e il Sistema Tessera Sanitaria
Un punto tecnico che quasi nessuna guida affronta, e che decide cosa il tuo paziente si ritrova nel 730.
Il bollo non è una spesa sanitaria. È un'imposta. Al Sistema Tessera Sanitaria si trasmette l'imponibile della prestazione, non il totale del documento con i 2 euro dentro.
Se il tuo software trasmette il totale comprensivo di bollo, sta dichiarando all'Agenzia delle Entrate una spesa sanitaria di 2 euro superiore a quella reale, per ogni fattura sopra soglia. Su cinquecento fatture l'anno sono mille euro di detrazioni gonfiate, distribuite su centinaia di dichiarazioni di persone che non sanno di averle.
Non è un dettaglio elegante: è la differenza tra un dato corretto e un dato sbagliato in modo sistematico.
Gli errori che vediamo più spesso
Applicare il bollo sul totale invece che sull'imponibile non soggetto a IVA. Su una fattura mista, sposta la soglia e produce bolli messi dove non servono — o non messi dove servivano.
Metterlo due volte sullo stesso ciclo di cure. Il bollo è per documento, non per prestazione. Un ciclo di dieci sedute fatturato in un documento solo prende un bollo solo.
Dichiararlo virtuale senza autorizzazione. È il caso in cui la fattura è formalmente autodichiarata come regolare mentre l'imposta non è stata assolta nel modo dichiarato.
Cambiare idea a metà anno su chi lo paga. Non è una violazione, è un problema di registro: a dicembre non ricostruisci più quali fatture avevano i 2 euro dentro e quali no.
Ricalcolarlo su una fattura già emessa. Una fattura emessa è congelata. Se il bollo era sbagliato, si rettifica con una nota di credito o con uno storno — non si riscrive il documento. Vale per il bollo come per gli importi.
La regola operativa
Il bollo è il caso da manuale di adempimento che non deve mai passare da una decisione umana.
La soglia è fissa, l'importo è fisso, la condizione è verificabile in modo automatico sul dato che il software ha già. L'unica scelta che ha senso lasciare a te è chi lo paga — e, quando ricorre, un'esenzione motivata.
Tutto il resto — se ci va, quanto, come si annota, come esce nel PDF, cosa finisce nell'invio al Sistema TS — è aritmetica, e l'aritmetica fatta a mano cinquecento volte l'anno sbaglia.
Come funziona in Sanovia
Quando emetti una ricevuta o una fattura, il bollo è calcolato da solo: soglia di legge, 2 euro sopra i 77,47 di imponibile non soggetto a IVA, un bollo per documento.
Tu decidi solo la cosa che è davvero una tua scelta: se lo paghi tu o il paziente, oppure se il caso rientra in un'esenzione — che però ti chiediamo di motivare, così tra un anno il registro ti dice ancora perché.
Il numero che vedi in anteprima è lo stesso che finisce sul documento emesso: il calcolo è uno solo, non due implementazioni che possono divergere. E il bollo resta fuori dall'importo destinato al Sistema Tessera Sanitaria, perché è un'imposta, non una prestazione.
L'invio al Sistema TS, per trasparenza, è in arrivo: costruito e provato sull'ambiente di collaudo ufficiale, non ancora attivo in produzione.
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Domande frequenti
Quando va messa la marca da bollo su una fattura sanitaria?
Quando l'importo non soggetto a IVA supera 77,47 euro. La soglia è di stretta eccedenza - a 77,47 esatti il bollo non serve, a 77,48 sì. L'importo è di 2 euro, previsto dalla Tariffa Parte I art. 13 del DPR 642/1972.
Chi paga la marca da bollo, il medico o il paziente?
L'obbligo di apporre il bollo è di chi emette la fattura. Il costo però può essere addebitato al cliente per rivalsa, con una riga esplicita in fattura. È una scelta commerciale, non un obbligo - molti studi la assorbono, altri la ribaltano.
Il bollo si mette anche in regime forfettario?
Sì. Anzi, il forfettario è il caso più frequente: le sue fatture sono senza IVA, quindi rientrano pienamente nella regola dei 77,47 euro.
Il bollo entra nell'importo trasmesso al Sistema TS?
No. Il bollo è un'imposta, non un corrispettivo sanitario. Al Sistema Tessera Sanitaria si trasmette l'imponibile della prestazione. Metterci dentro i 2 euro significa dichiarare al paziente una spesa sanitaria che non è tale.
Che differenza c'è tra bollo fisico e bollo virtuale?
Il bollo fisico è il contrassegno telematico che compri in tabaccheria e applichi sull'originale, annotando data e numero identificativo. Il bollo virtuale si assolve senza contrassegno, ma richiede una specifica autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate, il cui numero va indicato in fattura.
Cosa succede se dimentico il bollo?
È una violazione tributaria sanzionabile, con la possibilità di regolarizzare tramite ravvedimento. Il punto pratico è un altro - il bollo mancante emerge in blocco durante un controllo, su anni di fatture, non su una fattura sola. Per questo conviene che sia il software a calcolarlo, non la memoria.