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Marca da bollo sulle fatture sanitarie: quando serve, quanto costa, chi la paga

I 2 euro di bollo si applicano sopra 77,47 euro di importo non soggetto a IVA (DPR 642/1972). Come funziona la soglia, la differenza tra assolvimento fisico e virtuale, chi la paga davvero e perché non entra nell'invio al Sistema TS.

Pubblicato il 6 min di lettura

In questa guida · 8 sezioni
  1. Due euro che fanno perdere più tempo di quanto valgono
  2. La regola, per intero
  3. Chi la paga davvero
  4. Fisico o virtuale
  5. Il bollo e il Sistema Tessera Sanitaria
  6. Gli errori che vediamo più spesso
  7. La regola operativa
  8. Come funziona in Sanovia

Due euro che fanno perdere più tempo di quanto valgono

La marca da bollo è l'adempimento con il rapporto più sfavorevole tra importo e attenzione richiesta. Vale 2 euro. Costa il triplo in dubbi: ci va o non ci va, su che cifra si calcola, chi la paga, e come si dimostra di averla pagata.

E siccome i tuoi importi stanno quasi tutti in una fascia che sfiora la soglia, la domanda ti si ripresenta ogni volta.

Questa pagina la chiude, con la norma esatta e la regola operativa che ne discende.

La regola, per intero

Il bollo da 2 euro si applica quando l'importo non soggetto a IVA supera 77,47 euro.

Fonte: Tariffa, Parte I, art. 13 del DPR 642/1972.

Tre precisazioni che risolvono il 90% dei casi dubbi.

La soglia è di stretta eccedenza. A 77,47 euro esatti il bollo non serve. A 77,48 sì. Non è un arrotondamento: è un confronto secco.

Si guarda l'importo non soggetto a IVA, non il totale. Rientrano le operazioni esenti ai sensi dell'art. 10 del DPR 633/1972 — cioè quasi tutte le prestazioni sanitarie — quelle fuori campo IVA, e le prestazioni in regime forfettario. Se una fattura mescola righe esenti e righe imponibili, la soglia si misura sulla parte non soggetta a IVA.

Il bollo non fa base per se stesso. La soglia si valuta sull'imponibile della prestazione, non sul totale con i 2 euro già dentro. Sembra ovvio, ed è uno degli errori più comuni nei fogli di calcolo fatti a mano.

FatturaBollo?
Visita esente art. 10 n. 18 da 70 €No
Visita esente da 77,47 €No — la soglia va superata
Visita esente da 77,48 €Sì, 2 €
Ciclo di 5 sedute esenti da 250 €Sì, 2 € — un bollo per documento, non per riga
Prestazione imponibile IVA da 200 €No — c'è già l'IVA
Fattura forfettaria da 120 €Sì, 2 €

Chi la paga davvero

Qui si confondono due cose diverse: chi deve apporla e chi la sostiene.

L'obbligo di apporre il bollo è di chi emette il documento. È tuo, sempre.

Il costo può essere addebitato al cliente per rivalsa, con una riga esplicita in fattura — tipicamente «Imposta di bollo assolta ai sensi del DM 17/6/2014 — 2,00 €». È una scelta commerciale legittima e diffusissima.

Nella pratica gli studi si dividono in tre:

  • chi la ribalta sempre sul paziente: la fattura mostra 2 euro in più, e nessuno ha mai discusso per due euro
  • chi la assorbe sempre: costo interno, prezzo pulito, e un piccolo argomento di cortesia al bancone
  • chi decide caso per caso, e dopo sei mesi non sa più cosa ha fatto su quali fatture

La terza è l'unica sbagliata, e non per ragioni fiscali: perché rende il registro incoerente e i conti di fine anno un'archeologia.

Fisico o virtuale

Due modi di assolvere l'imposta, e cambiano cosa scrivi sul documento.

Contrassegno telematico (bollo fisico). Lo compri in tabaccheria e lo applichi sull'originale consegnato al paziente. In fattura si annota il numero identificativo del contrassegno e la data di emissione. Il contrassegno deve essere anteriore o contemporaneo alla data della fattura.

Assolvimento virtuale. Niente contrassegno da applicare, ma serve una specifica autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate, e il numero di autorizzazione va indicato in fattura. Non è una modalità che si sceglie compilando un campo: se non hai l'autorizzazione, non puoi dichiarare il bollo come assolto in modo virtuale.

Una nota per evitare un equivoco frequente: il pagamento trimestrale con F24 dall'area Fatture e Corrispettivi riguarda il bollo sulle fatture elettroniche transitate dallo SdI. Le fatture sanitarie verso persone fisiche dallo SdI non passano mai — quindi quel meccanismo, per il grosso delle tue fatture, non è la strada.

Il bollo e il Sistema Tessera Sanitaria

Un punto tecnico che quasi nessuna guida affronta, e che decide cosa il tuo paziente si ritrova nel 730.

Il bollo non è una spesa sanitaria. È un'imposta. Al Sistema Tessera Sanitaria si trasmette l'imponibile della prestazione, non il totale del documento con i 2 euro dentro.

Se il tuo software trasmette il totale comprensivo di bollo, sta dichiarando all'Agenzia delle Entrate una spesa sanitaria di 2 euro superiore a quella reale, per ogni fattura sopra soglia. Su cinquecento fatture l'anno sono mille euro di detrazioni gonfiate, distribuite su centinaia di dichiarazioni di persone che non sanno di averle.

Non è un dettaglio elegante: è la differenza tra un dato corretto e un dato sbagliato in modo sistematico.

Gli errori che vediamo più spesso

Applicare il bollo sul totale invece che sull'imponibile non soggetto a IVA. Su una fattura mista, sposta la soglia e produce bolli messi dove non servono — o non messi dove servivano.

Metterlo due volte sullo stesso ciclo di cure. Il bollo è per documento, non per prestazione. Un ciclo di dieci sedute fatturato in un documento solo prende un bollo solo.

Dichiararlo virtuale senza autorizzazione. È il caso in cui la fattura è formalmente autodichiarata come regolare mentre l'imposta non è stata assolta nel modo dichiarato.

Cambiare idea a metà anno su chi lo paga. Non è una violazione, è un problema di registro: a dicembre non ricostruisci più quali fatture avevano i 2 euro dentro e quali no.

Ricalcolarlo su una fattura già emessa. Una fattura emessa è congelata. Se il bollo era sbagliato, si rettifica con una nota di credito o con uno storno — non si riscrive il documento. Vale per il bollo come per gli importi.

La regola operativa

Il bollo è il caso da manuale di adempimento che non deve mai passare da una decisione umana.

La soglia è fissa, l'importo è fisso, la condizione è verificabile in modo automatico sul dato che il software ha già. L'unica scelta che ha senso lasciare a te è chi lo paga — e, quando ricorre, un'esenzione motivata.

Tutto il resto — se ci va, quanto, come si annota, come esce nel PDF, cosa finisce nell'invio al Sistema TS — è aritmetica, e l'aritmetica fatta a mano cinquecento volte l'anno sbaglia.

Come funziona in Sanovia

Quando emetti una ricevuta o una fattura, il bollo è calcolato da solo: soglia di legge, 2 euro sopra i 77,47 di imponibile non soggetto a IVA, un bollo per documento.

Tu decidi solo la cosa che è davvero una tua scelta: se lo paghi tu o il paziente, oppure se il caso rientra in un'esenzione — che però ti chiediamo di motivare, così tra un anno il registro ti dice ancora perché.

Il numero che vedi in anteprima è lo stesso che finisce sul documento emesso: il calcolo è uno solo, non due implementazioni che possono divergere. E il bollo resta fuori dall'importo destinato al Sistema Tessera Sanitaria, perché è un'imposta, non una prestazione.

L'invio al Sistema TS, per trasparenza, è in arrivo: costruito e provato sull'ambiente di collaudo ufficiale, non ancora attivo in produzione.

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Domande frequenti

Quando va messa la marca da bollo su una fattura sanitaria?

Quando l'importo non soggetto a IVA supera 77,47 euro. La soglia è di stretta eccedenza - a 77,47 esatti il bollo non serve, a 77,48 sì. L'importo è di 2 euro, previsto dalla Tariffa Parte I art. 13 del DPR 642/1972.

Chi paga la marca da bollo, il medico o il paziente?

L'obbligo di apporre il bollo è di chi emette la fattura. Il costo però può essere addebitato al cliente per rivalsa, con una riga esplicita in fattura. È una scelta commerciale, non un obbligo - molti studi la assorbono, altri la ribaltano.

Il bollo si mette anche in regime forfettario?

Sì. Anzi, il forfettario è il caso più frequente: le sue fatture sono senza IVA, quindi rientrano pienamente nella regola dei 77,47 euro.

Il bollo entra nell'importo trasmesso al Sistema TS?

No. Il bollo è un'imposta, non un corrispettivo sanitario. Al Sistema Tessera Sanitaria si trasmette l'imponibile della prestazione. Metterci dentro i 2 euro significa dichiarare al paziente una spesa sanitaria che non è tale.

Che differenza c'è tra bollo fisico e bollo virtuale?

Il bollo fisico è il contrassegno telematico che compri in tabaccheria e applichi sull'originale, annotando data e numero identificativo. Il bollo virtuale si assolve senza contrassegno, ma richiede una specifica autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate, il cui numero va indicato in fattura.

Cosa succede se dimentico il bollo?

È una violazione tributaria sanzionabile, con la possibilità di regolarizzare tramite ravvedimento. Il punto pratico è un altro - il bollo mancante emerge in blocco durante un controllo, su anni di fatture, non su una fattura sola. Per questo conviene che sia il software a calcolarlo, non la memoria.