Recensioni Google per lo studio medico: arrivano solo se le chiedi, e il momento giusto non è la reception
Perché uno studio raccoglie 34 recensioni in due anni e poi 2 in un giorno. Le regole di Google, il segreto professionale nelle risposte, e come Sanovia chiede la recensione al paziente qualche giorno dopo la visita, da sola, a tutti.
In questa guida · 5 sezioni
Trentaquattro in due anni, poi due in un giorno
Uno dei primi studi su Sanovia ci ha scritto una sera di settembre: due recensioni Google in ventiquattro ore. In due anni ne aveva raccolte trentaquattro.
Un caso, non una statistica. Il numero ce l'ha detto lui, perché noi le recensioni non le vediamo, e lo diciamo subito perché è il punto di tutto l'articolo. Ma la sua spiegazione vale più del numero: «La gente le lascia ma devi forzarli. Nello studio dove vanno insistono».
Perché le recensioni non arrivano da sole
Un paziente soddisfatto non apre Google Maps per ringraziarti. Non per cattiveria: non gli viene in mente. Chi lascia una recensione lo fa quasi sempre perché qualcuno gliel'ha chiesto, e gliel'ha chiesto nel momento in cui poteva farlo davvero.
Il momento sbagliato è la reception. Il paziente ha appena pagato, ha fretta, ha la fila dietro. «Se le va, ci lasci una recensione» viene detto e dimenticato in tre metri.
Il momento giusto è qualche giorno dopo: a casa, con il telefono in mano, la visita ancora fresca. È lo stesso principio degli acquisti online: il messaggio «com'è andata?» arriva quando il pacco è già sul tavolo, non alla cassa.
Il problema è che chiedere qualche giorno dopo, a ogni paziente, a mano, non lo fa nessuno. Lo fa il software, o non lo fa nessuno.
Le tre regole che valgono prima di qualsiasi software
Chiedila a tutti, allo stesso modo. Le norme di Google sui contenuti vietano di chiedere recensioni in modo selettivo, cioè solo ai pazienti che pensi siano contenti, e di scoraggiare quelle negative. Chi filtra a monte non sta ottimizzando: sta violando le regole della piattaforma su cui vuole apparire.
Niente in cambio. Nessuno sconto, nessun omaggio, nessuna «prossima visita in regalo». Sempre Google, e comunque, in sanità, un'idea pessima.
Non rispondere mai come medico. Una recensione, anche negativa, anche ingiusta, non ti autorizza a confermare che chi scrive è un tuo paziente, né a spiegare come sono andate le cose. Il segreto professionale non ha eccezioni per le recensioni. Una risposta generica («la ringraziamo, siamo a disposizione ai nostri contatti») o nessuna risposta è quasi sempre la scelta giusta.
Come funziona in Sanovia
Il link «Scrivi una recensione» del tuo Profilo dell'attività Google lo incolli una volta, in Impostazioni → Prenotazioni, nella card «Recensioni Google». Il link è l'interruttore: se c'è, gli inviti partono; se lo rimuovi, si fermano.

Da lì in poi:
- Dopo ogni visita completata, tra 1 e 7 giorni, dalle 8 alle 20 ora di Roma, il paziente riceve un invito con il tuo link.
- Via email, e su WhatsApp se il paziente ha dato il consenso per quel canale e tu hai WhatsApp attivo, con un messaggio approvato da Meta. Mai SMS: un invito a recensire non vale un SMS.
- Uno per visita, mai due volte in 90 giorni allo stesso paziente, anche se torna tre volte in un mese. La stanchezza da richieste è il modo più rapido per bruciare il canale.
- A tutti i pazienti idonei. Nessuna selezione per stelle, nessuna esclusione. È la regola di Google ed è la nostra.
- Sanovia non vede cosa succede dopo. Non sappiamo se il paziente ha scritto, cosa ha scritto, quante stelle. L'invito è nostro, la recensione è sua, la lettura è tua.
Quello che il software fa è togliere la parte che nessuno fa a mano: ricordarsi, ogni volta, di chiedere al momento giusto. Il resto, la qualità della visita, resta tuo.
Dove trovare il link
Su business.google.com, nel profilo dello studio: Recensioni → Ottieni più recensioni → copia link. Il formato tipico è `search.google.com/local/writereview?placeid=…` oppure `g.page/r/…/review`. Serve la scheda che appare su Google Maps con nome, indirizzo e recensioni, non l'account Gmail. Se la scheda non esiste o non è verificata, prima crea o reclama il profilo e completa la verifica di Google: senza scheda verificata il link non esiste. La guida passo-passo, con le voci di menu che Google rinomina ogni tanto, è dentro la card.
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Domande frequenti
Posso chiedere ai pazienti di lasciare una recensione su Google?
Sì. Quello che Google vieta è chiederla in modo selettivo, cioè solo a chi pensi sia soddisfatto, e offrire qualcosa in cambio. Chiedila a tutti, allo stesso modo, senza incentivi.
Posso rispondere a una recensione negativa?
Puoi, ma senza mai confermare che chi scrive è un tuo paziente né citare la sua situazione. Il segreto professionale non ha eccezioni per le recensioni. Una risposta generica, o nessuna risposta, è quasi sempre la scelta giusta.
Quando conviene chiedere la recensione?
Qualche giorno dopo la visita, non alla reception. In studio il paziente ha fretta e la fila dietro; a casa, con il telefono in mano e la visita ancora fresca, scrive davvero.
Come funziona la richiesta automatica in Sanovia?
Incolli una volta il link «Scrivi una recensione» del tuo Profilo dell'attività Google in Impostazioni → Prenotazioni. Da lì in poi, dopo ogni visita completata, il paziente riceve un invito tra 1 e 7 giorni dopo, via email e su WhatsApp se ha dato il consenso per quel canale. Uno per visita, mai due volte in 90 giorni allo stesso paziente, a tutti.
Sanovia vede le recensioni che i pazienti lasciano?
No. Sanovia manda l'invito e non sa cosa succede dopo. Le recensioni stanno sul tuo profilo Google e le leggi lì, come chiunque.
Serve un account Google al paziente?
Sì, per pubblicare una recensione su Google serve un account Google. È una regola di Google, non del gestionale.